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Lingua dei Segni italiana

La Lingua dei Segni è una lingua vera e propria, al pari di tutte le altre lingue vocali. Veicola i propri significati attraverso un sistema regolare e codificato di segni delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo. È utilizzata dalle comunità dei segnanti cui appartengono in maggioranza persone sorde.

La comunicazione avviene producendo quelli che a un profano possono sembrare dei banali gesti, ma che sono in realtà precisi segni, con una propria grammatica e sintassi, differenti da quelli percepibili nell’ordinaria gestualità, in quanto dotati di uno specifico significato, codificato e assodato, come avviene per le parole della lingua vocale. Le Lingue dei Segni sfruttano il canale visivo-gestuale: il messaggio è espresso con il corpo e percepito con la vista. A diverse nazioni corrispondono diversi sistemi di segni (Lingua dei Segni francese, inglese, etc.), e quindi una diversa lingua; in Italia la Lingua dei Segni si chiama Lis (Lingua dei Segni italiana) ed è espressione della comunità dei sordi italiani.

Il 17 giugno 1988 il Parlamento Europeo emanò una risoluzione per il riconoscimento delle lingue dei Segni negli Stati Membri della Comunità Europea e da allora molti paesi, passo dopo passo, si sono adeguati a tale risoluzione mentre altri (tra cui l’Italia) sono ancora in via di adeguamento.

Inoltre la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità del 2006, riconosce la Lis promuovendone l’acquisizione e l’uso. La Lingua dei Segni, infine ma non per ultimo, rende possibile la comunicazione tra sordi e l’integrazione tra sordi e udenti ed è una lingua che per questi ultimi (udenti) apre nuove prospettive di pensiero e nuove possibilità di lavoro.

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