23 settembre giornata internazionale delle lingue dei segni

Il 23 settembre si celebra la giornata internazionale delle lingue dei segni.

L’ONU ha scelto proprio questo giorno per ricordare al mondo la necessità di riconoscere, promuovere e proteggere le numerosissime e differenti Lingue dei Segni usate al mondo. 

La World Federation of the Deaf (WFD) ha lavorato molti anni per riuscire a raccogliere sostegno da altri Stati membri delle Nazioni Unite; sponsorizzata da 97 stati membri è riuscita ad ottenere il riconoscimento della giornata internazionale delle lingue dei segni nel 2017.

L’aver accettato una giornata per le Lingue dei Segni è fondamentale perché dimostra che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite concorda sul fatto che le comunità sorde sono degne di rispetto e inclusione.

Perché proprio il 23 settembre come giornata internazionale delle lingue dei segni? La WFD fu fondata il 23 settembre 1951,  da allora si occupa di  promuovere i diritti umani e la lingua dei segni di tutti i sordi del mondo; avendo proposto all’ ONU una giornata di riconoscimento per le lingue dei segni, questi hanno scelto di ratificare questa risoluzione  per il 23 settembre celebrando così anche la WFD.

Il 23 settembre è una data importante per i sordi di tutto il mondo,  ma cosa sono le lingue dei segni? Proviamo a capirlo meglio mettendo insieme le domande più comuni che vengono rivolte a chi usa o studia una lingua dei segni:

Cosa sono le lingue dei segni?

La lingua dei segni è il sistema linguistico che permette alle persone sorde di comunicare attraverso l’uso delle mani che producono quelli che chiamiamo “segni” e non gesti, portatori di un significato preciso a cui si aggiunge  l’espressione del viso e la posizione del proprio corpo nello spazio per completare significato e intonazione. Questo rende la comunicazione chiara ed efficace come in qualsiasi altra lingua!

Tutti quelli che usano la lingua dei segni sono sordi?

No. La lingua dei segni è il sistema linguistico usato in maggioranza dalla comunità sorda ma questa è assai variegata; si possono trovare  figli sordi di genitori udenti,  figli udenti di genitori sordi oppure persone udenti che hanno deciso di imparare una lingua dei segni perché hanno parenti, amici sordi o soltanto per curiosità, interesse o per diventare interprete.

C’è una lingua dei segni universale?

No, non c’è. Ci sono molte varietà e in realtà ci può essere più di una lingua dei segni in un paese, così come per le lingue orali. Per esempio ci sono due lingue dei segni in Belgio (la lingua dei segni francese belga e quella fiamminga); in Svizzera ci sono  tre lingue dei segni: la lingua dei segni italiana (LIS), la lingua dei segni francese (LSF) e la lingua dei segni tedesca (DSGS); poi ci sono i  diversi dialetti regionali. In tutto il mondo, ci sono più di 135 lingue dei segni, compresa la lingua internazionale dei segni, utilizzata per la comprensione comune tra sordi di paesi diversi.

Le lingue dei segni sono semplicemente una rappresentazione delle parole parlate/ scritte?

No. Si tratta di lingue a pieno titolo con la loro grammatica e sintassi, pertanto può capitare come per le altre lingue vocali, che esistano idiomi che sono difficili da tradurre e certe parole possono non avere una traduzione letterale in un’altra lingua. Allo stesso modo può capitare che alcune parole possano non avere il segno corrispondente o che ad un segno possano corrispondere più parole per poterlo tradurre.

C’è una forma standardizzata di segno per ogni lingua o, come nella varietà linguistiche orali, ci sono diversi ‘dialetti’ che coesistono?

Ci sono stati tentativi di standardizzare la lingua dei segni in tutta Europa. Come nel caso di lingue parlate questi tentativi non hanno avuto successo e i dialetti esistono ancora. Ciò è anche a cause delle scuole per sordi che si trovano in diverse zone dei paesi che usano determinati segni che poi i bambini sviluppano. Spesso le indicazioni per i giorni della settimana e i mesi differiscono, come anche le indicazioni per i colori.

Tutto questo lungo articolo per spiegarvi, almeno nei tratti generali, l’importanza e la forza di una lingua che garantisce la comunicazione e l’integrazione tra sordi e  udenti. Un mondo e una lingua, che per preconcetti si tende ad escludere dalla nostra esperienza. Spesso non ci rendiamo conto di ascoltare senza sentire, non sappiamo valorizzare la fortuna donataci nel poter riconoscere una voce amica e familiare, e per questo quasi non prestiamo attenzione alle esigenze di altri come noi; per anni si è messa in antitesi la Lingua dei segni con la lingua parlata.

Oggi possiamo affermare con certezza che le lingue dei segni costituiscono anzi una modalità linguistica di complemento estremamente preziosa proprio quale supporto didattico alla terapia logopedica ed all’insegnamento della lingua parlata/scritta alle persone sorde.

In Italiana la LIS (Lingua dei segni Italiana) ancora tarda ad essere riconosciuta, perché è importante  questo riconoscimento? Il riconoscimento della LIS come una vera e propria lingua garantirebbe la libertà ad un sordo di scegliere come comunicare ed integrarsi: un effettivo e illimitato accesso all’informazione, alla comunicazione, alla cultura, all’educazione, ai servizi, alla vita sociale, un’equa rappresentazione politica e giuridica, la dignità.

Anna Chiara Stellato

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